La parte mancante dell’angelo

📌 Una donna, una sarta o quel che resta della sarta di un tempo. Una madre e una moglie derubata della giovinezza per la salvezza dell’onore. Defraudata e truffata dal padre, delusa dal fratello, tradita dalla sorella. Costretta dal padre a sposare un uomo per sottrarre la famiglia al disonore, alla vergogna. Lo stesso uomo innamorato del fratello e che le darà cinque figli e “una raggia ch’è granni quantu u duluri ca mi porto”.
Una storia vera, dove l’omosessualità – in un’epoca difficile, un’epoca in cui era impossibile rivelarsi, in un tempo in cui non era pensabile fare outing, in cui la parola outing non esisteva ancora – taciuta e nascosta per oltre quarant’anni, al momento della “rivelazione” – inaspettata ed esilarante – rovescia come un guanto la vita della donna, rivelando oltre mezzo secolo di bugie, pretesti, scappatoie. Tutto all’interno di quel vincolo familiare spacciato per sacro e inviolabile e rivelatosi infine spregevole. E l’agnizione fa emergere il lato ironico e auto derisorio di una donna che oggi, alla tenera età di ottantasei anni, continua a parlarne con incredulità, con vivacità e ironia. Il tutto, scandito dalle note delle sigle delle più celebri soap opera.
Non c’è atto d’accusa, né tentativo di dileggio nei confronti di alcun orientamento sessuale, solo un’urgenza di onestà, un bisogno di verità.
L’angelo è un messaggero, il messaggero per eccellenza che annuncia alla Vergine l’incarnazione del Verbo. L’angelo reca una notizia, generalmente lieta, la buona novella che noi italianizziamo in evangelo o, più semplicemente, vangelo. Nel testo avviene sì, l’annuncio di una notizia piuttosto insolita, ma a recarla non è l’angelo nella sua interezza, bensì quella sua parte mancante che palesa finalmente la menzogna, l’inganno e la finzione.

diretto e scritto da @domenico.bravo

con @baiamontegiada